Attività associativa
L’associazione nasce nell’autunno del 2000 su iniziativa di un gruppo di amici di questo piccolo centro della Sardegna centro orientale, con il fine di promuovere tutte quelle operosità dirette al recupero
delle espressioni etnomusicali locali e dell’isola in genere. Con questo proposito l’associazione si pone l’obiettivo di tentare di recuperare almeno una parte di questo consistente patrimonio poetico e musicale, non ancora completamente disperso e cancellato, nei suoi molteplici aspetti religiosi e profani, in alcuni casi ormai caduti nel cosiddetto “dimenticatoio” anche da parte di molti anziani.
Espressioni che in Sardegna costituiscono un patrimonio d’inestimabile valore nelle sue infinite forme espressive del canto monodico e polivocale, nella ricchezza di strutture strofiche e metriche della poesia e nelle rare espressioni che caratterizzano gli esecutori del canto della tradizione e della musica, con i loro strumenti millenari. Brani e versi di tradizione orale di carattere liturgico e paraliturgico (tra questi alcuni risalenti al periodo in cui Galtellì divenne cuore della vita religiosa e civile di una vasta regione, con la sua nomina a Capoluogo di Curatoria e Sede Diocesana dell’omonimo Vescovado) o con temi di differente natura interpretati dai poeti nelle gare di prosa o nelle corrispondenze, nei “muttos” e “mutteddos”, nelle “battorinas” , nei “gozzos” e in “sas'Anninnìas”.
Prose e versi che attraverso il suono ed il ritmo delle quattro voci del “Tenore” e dei “Cuncordu” hanno sempre strutturato un messaggio di comunicazione sociale, da cui trasparire quella chiave interpretativa della preghiera, del significato di gioia e di risentimento, di auspicio o ricordo. Tutti messaggi rimati che hanno regolato anche la vita della nostra comunità, permettendo di portare alla storia importanti avvenimenti, cantare la donna amata o semplicemente pregare, educando anche le diverse componenti del luogo attraverso l'ironia e la satira al fine di conservare integri gli usi e i costumi.
Estemporaneità che si codificavano e si codificano ancora oggi nella dimensione magica di ogni festa dove il canto, unitamente al ballo, costituiva e costituisce il momento più alto della sacralità dell’incontro tra paesani, ove ognuno, in egual misura, è coinvolto nell’esecuzione della funzione comunicativa, in un rapporto di reale partecipazione per la tessitura delle relazioni.
Questo rilevante progetto di ricerca e recupero è svolto dall’associazione attraverso strumenti operativi ben caratterizzati, diretti alla catalogazione, conservazione e valorizzazione di questo esclusivo patrimonio. Azioni che servono anche da stimolo a questa collettività per la riappropriazione di quei valori culturali legati alla musica. Oggi la maggior parte dei giovani al di sotto dei trent’anni non possiede nella memoria uditiva i suoni della tradizione musicale di Galtellì. Fatto causato dalle varie trasformazioni sociali ed economiche dell’isola che ha comportato il capovolgimento di queste strutture antropologiche, determinando l’annientamento di quest’identità con la rivoluzione dei mezzi di produzione canoro - culturale, dei momenti e dei sistemi di comune unione sociale.
A nostro parere, la costruzione di un’educazione alla musica, facendo intrecciare i suoni della modernità con i suoni della tradizione, non può che favorire lo sviluppo di un attento sistema di decodificazione del messaggio sonoro e verbale su cui si fonda una solida e moderna base culturale. E’ noto che tutte le unioni dei popoli si regolino attraverso l’accettazione della propria identità, con la costruzione di quel patrimonio di conoscenze attraverso la tutela ed il riconoscimento d’ogni cultura minoritaria.